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Linea Ferroviaria Bergamo-Milano via Carnate. Il Diario di un Pendolare

Pubblichiamo volentieri questo piccolo spaccato di vita quotidiana sulla Bergamo – Milano via Carnate, un diario del pendolare del primo mese di utilizzo della linea ferroviaria recentemente riaperta. Come saprete tra soppressioni e ritardi, i disagi sono – se possibile – peggiori della situazione pre chiusura del ponte S. Michele, complice anche l’attestazione dei treni di rinforzo negli orari di punta a Terno.

Il Diario di un Pendolare alla ripresa dei viaggi sulla linea via Carnate

14 settembre 2020

Caro Diario,
era da tanto tempo che non ti tiravo fuori dal cassetto. Esattamente da due anni, quando noi viaggiatori e pendolari della linea Bergamo – Milano via Carnate ci siamo ritrovati a convivere con la chiusura del ponte San Michele, il ponte ferroviario d’epoca che unisce la sponda bergamasca a quella lecchese-brianzola-milanese della linea. Prima di questo evento, ti scomodavo per annotare i vari disagi della linea. Tu più di chiunque altro sai quanti ritardi e soppressioni abbiamo vissuto prima della chiusura del ponte ma anche che tutto sommato gli ultimi tempi erano relativamente “tranquilli”. Fortunatamente, oggi, la linea è stata riaperta, mandando in soffitta trasferimenti in autobus via Brivio, passaggi sul ponte a piedi e code in macchina al ponte. EVVIVA! Spero davvero di annotare qui pochi problemi e lamentele!

Ponte di San Michele


15 settembre 2020
E invece ti scomodo subito, caro diario. Nei primi due giorni di viaggio sono arrivato a Milano con un’ora di ritardo in totale, oggi con ben 40 minuti per via di un guasto al treno che ha fatto sopprimere la corsa delle 8.05 da Terno. Come? Non lo sai? Sì, Regione Lombardia con Trenord ha deciso di fermare tutti i treni di rinforzo delle ore di punta a Terno lasciando a “piedi” chi sale (o scende) a Ponte San Pietro e Bergamo. Ho già sentito tante persone che si sono lamentate di questa scelta. Praticamente ci ritroviamo con una linea quasi a mezzo servizio e pure con forti ritardi. Nessuno ovviamente ci ha mai dato una motivazione precisa che giustifichi questa scelta però…


21 settembre 2020
Qua sta continuando ad andare male caro diario. Settimana scorsa si è conclusa con la sorpresa che hanno soppresso il treno a Calusco. Il treno che doveva arrivare a Terno. Insomma, l’hanno accorciato di una fermata in più. Ho avuto la tentazione di andare a piedi camminando lungo i binari anche se alla fine ho aspettato il treno dopo. Suona proprio di beffa vero? Stasera invece con il treno delle 19.31 da Milano ho fatto mezz’ora di ritardo su una tratta che in teoria dovrebbe essere di 50 minuti. Ho comprato una macchina nuova, te lo volevo dire caro diario… Alla faccia della mobilità sostenibile.


26 settembre 2020
La seconda settimana non è andata meglio della prima. Martedì e giovedì mi hanno soppresso tutte e due le volte il treno delle 7.05 (giovedì hanno ancora fatto il giochetto di farlo partire da Calusco) e devo ammettere che proprio giovedì, dopo l’annuncio che il treno dopo sarebbe arrivato in ritardo non ce l’ho fatta e ho deciso di andare in macchina. In totale, nonostante un giorno in meno da pendolare, siamo arrivati a più di due ore di ritardo in 4 giorni di viaggio.

03 ottobre 2020
E anche la settimana che è appena finita ha fatto il suo pieno di guasti. Stavolta martedì c’è stato un guasto agli impianti mentre mercoledì ho fatto doppietta. Hanno soppresso il 7:05 e al ritorno hanno soppresso il 19:01 a Calusco. Ti ricordi quello che è successo la settimana scorsa? Uguale. Praticamente il treno che arriva a Terno riparte dopo 15 minuti per Milano. E quindi per non accumulare ritardo decidono di fare queste soppressioni parziali a Calusco o Paderno. Con buona pace di chi deve arrivare a Terno e ancora di più di chi deve andare a Ponte e Bergamo che quel treno non può utilizzarlo. Come dici? Bus sostitutivi o almeno un servizio ai passeggeri? No, meglio tenere un numero per un servizio taxi a portata di mano.


10 ottobre 2020
Niente, neanche dopo la quarta settimana si vede qualche miglioramento anzi, sembra quasi peggiorare. Lunedì mi hanno soppresso sia il 7:05 sia il 7:35, mercoledì venti minuti di ritardo per l’8.05 e giovedì due treni soppressi (8.05 e 8.35) per guasto infrastruttura. Che poi a noi viaggiatori che sia colpa di Trenord o di RFI importa fino ad un certo punto. Anche questa settimana, su quattro giorni di viaggio, più di due ore di ritardo. Ti sembra normale viaggiare così nel 2020 su una linea che è appena stata riaperta?


17 ottobre 2020
Caro diario, il nostro appuntamento di fine settimana è sempre puntellato di soppressioni (lunedì hanno pure chiuso il ponte due volte) e ritardi. Martedì ho fatto tardi al lavoro e mi sono beccato 45 minuti di ritardo sul treno delle 20.01 per via di ritardi a cascata, incroci e scuse varie.


Nulla di nuovo quindi? Invece c’è stata l’audizione dell’assessore Terzi e di Trenord in commissione V (quella che si occupa dei trasporti). Hanno detto che i ritardi sono colpa di “limitazioni infrastrutturali del ponte” e “altre limitazioni infrastrutturali quali passaggi a raso e lunghezza della banchine”. Come dici? Ah no forse questo meglio censurarlo. Non diventare scurrile anche tu diario caro! Anzi parafrasando, hai ragione a dire che continuano ad accampare solo “scuse” perché prima della chiusura del ponte la situazione dell’infrastruttura era la stessa di oggi e non c’erano tutti questi ritardi.


Cosa è cambiato allora? Sembrerebbe che la prospettiva della via Carnate sia di diventare la linea S18 che collega Milano a Bergamo con un treno ogni mezz’ora. Questo sarà possibile solo quando ci sarà il raddoppio tra Ponte e Bergamo però attualmente il servizio si potrebbe fare già con un treno ogni mezz’ora fino a Ponte. Anzi fino a Terno, per la precisione perché altrimenti darebbe problemi e fastidio alla linea per Lecco. Quindi dopo la riapertura potevano o ripristinare la linea come prima ovvero un treno ogni ora con rinforzo alla mezz’ora da Bergamo, o iniziare a istituire un’idea di S18 ovvero un treno ogni mezz’ora, tutto il giorno, fino a Terno e un treno all’ora fino a Bergamo. E invece con cosa ci ritroviamo? Con una soluzione ibrida, che non fornisce né i pregi della prima opzione (treni alla mezz’ora da Bergamo in orario di punta) né quelli della seconda (treni da Terno alla mezz’ora tutto il giorno). E se stai pensando che Trenord c’entri qualcosa pensi bene, perché a loro conviene mantenere questa situazione “ibrida” perché riescono a risparmiare sul numero di treni e vagoni che circolano sulla linea. Ovvero fanno viaggiare meno treni ma questa “soluzione” crea instabilità alla linea perché ha una sosta di soli 15 minuti a Terno e penalizza fortemente i viaggiatori da Ponte e Bergamo che si trovano con un treno all’ora sempre al netto delle soppressioni frequenti. Questo è quello che hanno il coraggio di proporre a noi viaggiatori già penalizzati da due anni di chiusura del ponte.

E, caro il mio diario, non ti ho ancora detto che siamo in mezzo a una pandemia da coronavirus e che ogni soppressione di un treno, ogni squilibrio del servizio può potenzialmente causare sovraffollamento sui mezzi e problematiche di contagio che non te le sto neanche a raccontare.


Allora cosa si potrebbe fare? Forse, tanto per iniziare, aspettare a pensare alla linea via Carnate come a una suburbana, ma ripristinare lo stesso servizio prima della chiusura del ponte. Poi, magari, mappare la rete infrastrutturale italiana e cominciare a pensare a infrastrutture ferroviarie decenti e degne di questo nome che un ponte del 1800 è bellissimo ma non adeguato al servizio ferroviario del 2020. E forse, caro diario, investire in manutenzione per usare il più alto numero di mezzi possibili.


Ma chi sono io caro diario? Sono solo un pendolare di una tragicomica linea ferroviaria italiana che continua a fare acqua da tutte le parti mentre virologi, politici e giornalisti puntano il dito contro i mezzi pubblici italiani quasi come fosse colpa nostra che li frequentiamo e che finiamo per diffondere il contagio, dimenticandosi che sugli stessi mezzi pubblici non si fanno chiare pianificazioni di vere migliorie sostanziali da vent’anni e passa in questo Paese. Ora ne paghiamo tutti le conseguenze

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